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Italiani all’estero (AIRE): immatricolazione e assicurazione veicoli

Assicurazione estero
Residenza all'estero: ecco come fare con targa e assicurazione del veicolo



Quando si parla di circolazione di auto (o moto, o altri veicoli) e di “estero”, vi sono molti possibili casi e combinazioni: cercheremo di affrontarli tutti dedicando un articolo di approfondimento ad ogni caso specifico. Qui oggi parliamo di cittadini Italiani che prendono residenza all’estero (con o senza iscrizione all’A.I.R.E. Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero): vediamo i vari casi, sia per chi “esce” dall’Italia, sia per chi “torna”, e le varie implicazioni per la targa e l’assicurazione dell’auto.

La regolamentazione è quanto mai difficile da schematizzare, in quanto entrano in gioco le leggi ed il Codice della Strada dei Paesi di volta in volta coinvolti, tuttavia la regolamentazione ha una certa linea comune, almeno a livello dei Paesi Europei, a seguito della Convenzione di Ginevra del 1949, per cui riusciamo a darvi alcune indicazioni di carattere generale. In ogni caso (e lo ribadiremo più volte), è fondamentale che chi va all’estero si informi bene sulle leggi del Paese che lo ospiterà… e non solo per quanto riguarda l’automobile!

Per praticità faremo riferimento alla normativa Italiana, che è ricorrente con poche varianti nella maggior parte dei paesi Europei. La circolazione dei veicoli stranieri in Italia è regolamentata dall’art. 132 del Codice della Strada. Questo ci indica cosa deve fare uno straniero che intende circolare in Italia, ma noi giriamo la norma e la applichiamo ad un Italiano che vuole andare in una Paese estero.

L’Italiano che prende residenza in una nazione estera e che ha intestata a suo nome un’auto regolarmente immatricolata ed assicurata in Italia, una volta ottenuto il cambio di residenza deve fare subito una scelta tra le due azioni seguenti:

  • Mantenere la targa Italiana, variando la propria residenza a libretto, inserendo la nuova residenza AIRE ed un recapito Italiano, e informare di questo anche la compagnia assicurativa. Leggi in seguito dove e come può essere usato il veicolo in questo caso.
  • Oppure, fare una rottamazione per esportazione delle targhe, e re-immatricolare il veicolo nel nuovo Paese di residenza, assicurandolo con una compagnia ivi riconosciuta.

Mantenere la Targa Italiana

Si applica quando si intende lasciare l’auto in Italia, ad esempio per utilizzarla quando si rientra in patria per le vacanze. Per procedere, è necessario fornire come riferimento legale un indirizzo di una persona residente in Italia. Andrà bene un parente ma anche un amico, previo il suo consenso. Basterà aggiornare la carta di circolazione in Motorizzazione o tramite una agenzia di pratiche auto. La procedura è del tutto analoga a quella del cambio di residenza in Italia, e costa circa 100,00 € se fatta tramite agenzia.

Messo in regola il libretto di circolazione, si deve informare la compagnia assicurativa della variazione dell’indirizzo. E qui potrebbe insorgere qualche problema. Nonostante la copertura RCA non sia rifiutabile da parte delle compagnie, sono infatti ancora molte quelle che non accettano di assicurare i veicoli degli Italiani residenti all’estero, indebitamente.
Abbiamo riscontrato che le compagnie telefoniche e online danno meno problemi, ma solitamente richiedono che la polizza venga sottoscritta telefonicamente con un operatore e non online, rientrando nei “casi particolari” solitamente non contemplati dal preventivatore online. Inoltre, c’è da aspettarsi un aumento del prezzo rispetto alla residenza Italiana, peraltro senza una vera motivazione. Vi suggeriamo di verificare anche la modalità di sospensione della polizza. Immaginando un uso saltuario del veicolo, si potrebbe infatti avere un buon risparmio sospendendo la polizza durante i mesi nei quali si prevede di tenere fermo il veicolo. Per maggiori informazioni sull’aspetto assicurativo vi rimandiamo al nostro articolo: Compagnie che assicurano auto Italiane a residenti all’estero.

Assicurazione estero AIRE
Residenza all’estero: ecco come fare con targa e assicurazione del veicolo

Dove è possibile usare l’auto a targa Italiana con documenti AIRE? Liberamente su tutto il territorio Italiano ed in tutti i Paesi UE, tranne quello in cui si è presa la residenza. Qui infatti è utilizzabile solo per un certo periodo dalla data di cambio di residenza, oltre tale data con ogni probabilità non sarebbe in regola secondo il codice della strada locale. Data l’ampia varietà di casi ed eccezioni, verificato sempre caso per caso. Avete notato? In questo caso vi è un limite alla libera circolazione di persone e cose nella UE. Per questo, a nostro avviso, questo caso è sempre un po’ dubbio.
Per i Paesi extra-UE varranno invece le normali regole doganali, che in genere prevedono un limite massimo di permanenza continuativa in genere di 6 mesi o 1 anno (può variare da Paese a Paese), talvolta rinnovabile uscendo e rientrando dai confini.

Cambio Targa, verso paesi UE

Esempi di Paesi UE: Francia, Germania, Spagna, Belgio, Romania, Regno Unito.

Come abbiamo detto, i Paesi UE impongono l’obbligo di re-immatricolare il veicolo che venga importato “definitivamente” all’interno dei propri confini, dove per “importato definitivamente” si intende anche il veicolo di stranieri (Italiani) che vi prendono residenza. Tutti concedono un periodo di tempo per mettersi in regola, in questo periodo è possibile circolare con la targa del proprio paese di origine; attenzione, questo periodo decorre non dall’immissione del veicolo nel Paese (che non sarebbe verificabile, non essendoci frontiere), bensì dalla data di cambio residenza. Vediamo alcuni periodi di tolleranza per la reimmatricolazione dei veicoli:

  • Irlanda: 6 mesi
  • Spagna: 6 mesi
  • Germania: subito
  • Paesi Bassi: subito
  • Lussemburgo: 6 mesi
  • Austria: 1 mese
  • Francia: 1 mese
  • Repubblica Ceca: 185 giorni
  • Regno Unito: 6 mesi – qui qualcosa cambierà in futuro a seguito della “Brexit”
  • Italia (per cittadini provenienti dalla UE): 1 anno.

Notate che, se volete sfruttare il periodo di tolleranza, sarebbe comunque opportuno procedere da subito alla variazione dei dati di residenza, come descritto nel punto precedente.
Per la procedura vi raccomandiamo di rivolgervi a due agenzie di pratiche auto: una in Italia ed una nel Paese dove si è stabilita la residenza. E che siano agenzie con comprovata esperienza di import-export. Questo perché la burocrazia in questo passaggio non è cosa da poco, ed è complicata dal dover tradurre alcuni documenti. Non ci addentreremo pertanto in ulteriori spiegazioni sul “fai da te”, anche perché non saremmo in grado di conoscere le singole procedure presso le Motorizzazioni dei vari Paesi.

Dove è possibile usare l’auto a targa straniera UE intestata all’Italiano iscritto AIRE? Ovunque e senza limitazioni all’interno della UE. Per l’uso nei Paesi extra UE, vige il normale limite massimo dalla data di passaggio in dogana, che può essere variabile da Paese a Paese.

Cambio targa, verso Paesi EXTRA-UE

Esempi di Paesi extra-UE: Svizzera, USA, Albania.

La regolamentazione nel caso in cui l’Italiano vada a prendere residenza in un paese non appartenente all’Unione Europea, è del tutto simile al precedente . Le principale differenze sono nell’uso che si può poi fare dell’auto ritargata (vedi paragrafo seguente) e nel fatto che il limite massimo di permanenza del veicolo a targa Italiana può essere conteggiato a partire dal timbro doganale e non dalla data di residenza (verificare caso per caso).

Periodi di tolleranza:

  • Svizzera: per chi va a risiedere in Svizzera, sono molti gli obblighi burocratici richiesti da questo Paese extra UE. La propria auto deve essere subito denunciata in dogana come “masserizia di trasloco”, si avranno poi 12 mesi di tempo (rispetto alla data di trasferimento della residenza) per il cambio di targa, procedura per la quale comunque ci si impegna subito in dogana. La reimmatricolazione della propria auto Italiana in Svizzera è una procedura un laboriosa in quanto le normative vigenti sono un po’ diverse (es. in materia di anti-inquinamento).
    Da notare che, se l’auto non è stata usata almeno 6 mesi in altro Paese, questa sarà anche soggetta alle tasse doganali.
    Dopo 12 mesi che si ha la residenza in Svizzera, è anche obbligatorio richiedere la patente di guida Svizzera (quella Internazionale non è sufficiente).

Dove è possibile usare l’auto a targa straniera extra-UE intestata all’Italiano iscritto AIRE? Senza limiti nella nazione di immatricolazione. Per tutte gli altri Stati (quindi compreso un eventuale uso in Italia) vige un limite massimo di permanenza continuativa pari a 6 mesi (o anche 1 anno in certi casi, può variare da Paese a Paese), talvolta rinnovabile uscendo e rientrando dai confini. Possono esserci deroghe per studenti e lavoratori di certe categorie.

Ri-targare o non ri-targare?

Vi sono molti motivi per cui il portare la propria auto all’estero, ri-targandola, va valutato con molta attenzione. Il primo è che la procedura ha un costo non indifferente, che oltretutto raddoppia in caso di ritorno dell’auto in Italia, con conseguente ritorno alla targa Italiana. Il secondo è il fatto che non è detto che ogni auto possa essere ri-targata ovunque, dipende dalle normative anti inquinamento, dalla omologazione del modello e da molti altri fattori, per cui è bene informarsi preventivamente presso agenzie specializzate.
E’ pertanto consigliabile ritargare soltanto se si pensa di rimanere all’estero a lungo. Quanto a lungo? Se il periodo è inferiore ad un anno (o comunque inferiore al limite massimo concesso), non conviene assolutamente ri-targare e si può procedere come nel caso 1. Se il periodo è indefinito, tipo 6,7 o 10 anni, o magari per sempre, è sicuramente consigliabile ri-targare.  L’indecisione regna invece per i periodi di media durata, di 2-4 anni… per i quali il costo della doppia procedura risulterebbe antieconomico.
Le alternative sono:

  1. Acquistare e rivendere un’auto in loco, oppure noleggiarla a lungo termine.
  2. Ritargare e portare a fine vita la propria auto Italiana all’estero, risparmiando così la procedura di ritorno.
  3. Circolare “abusivamente” con la propria auto a targa Italiana (ma pur sempre con dati aggiornati con la residenza AIRE).
  4. Usare l’auto Italiana di un parente.

Sul primo caso non c’è niente da dire. Sul secondo, si eviterebbe almeno la seconda re-immatricolazione, è una strada logica se l’auto è abbastanza vecchiotta. Per quanto riguarda il terzo caso, vi rimandiamo al paragrafo “controlli” qui di seguito.

E’ interessante approfondire il 4° punto: usare all’estero l’auto di un parente Italiano. Premettiamo che le leggi internazionali regolamentano in maniera diversa i veicoli che sono “temporaneamente” su suolo straniero e quelli che vi sono “definitivamente”. Per “definitivamente” si intende quando il proprietario ha residenza nel dato Paese. Inoltre, è sempre consentito a chiunque di guidare liberamente un’auto intestata ad un parente, fino al 3° grado di parentela, senza particolari formalità. Uniamo queste due cose e viene fuori che per un Italiano residente all’estero, è fattibile guidare nel Paese di residenza un’auto a targa Italiana intestata ad un parente con residenza Italiana, senza limiti di tempo. Se il Paese è in UE, il limite è indefinito, mentre se il Paese è extra-UE, vi sarà un termine massimo (in genere di 1 anno) di permanenza continuativa, che comporta di uscire dai confini almeno una volta l’anno, tenendone traccia. Per tenere traccia se non si passa dalla dogana, possono andare bene ricevute autostradali, vignette autostradali, o altro che possa documentare che l’auto era in altra nazione.
Tutto facile? Non del tutto, vi è ancora la possibilità che l’auto così intestata venga presa di mira da accertamenti prolungati e specifici da parte delle forze dell’ordine: qualora si appurasse che l’uso è continuativo da parte del residente nel Paese estero, potrebbe comunque scattare l’obbligo di ri-targare; questo accade in Paesi particolarmente rigidi sulle norme di Circolazione Stradale, il primo della lista è il Regno Unito.
Nonostante questo ultimo aspetto, rimane uno dei modi migliori per usare l’auto Italiana nel paese di residenza estera.
Chi volesse gestire in tal modo un’auto propria, può valutare di volturarla ad un parente fidato che rimanga in Italia! Se la voltura al parente la fate ad hoc per la cosa, occhio comunque ai costi della voltura e ai cambiamenti necessari per l’assicurazione, oltre che alle implicazioni fiscali per chi si intesta la vettura (es. il redditometro).

Tempistiche

Ribadiamo che, a seguito del cambio di residenza verso un Paese straniero, si deve provvedere subito alla regolarizzazione dei documenti dell’auto, in uno dei due modi descritti, ed evitare assolutamente di usarla con i vecchi documenti dopo il cambio di residenza, in quanto a seguito del cambio di residenza, l’assicurazione potrebbe cessare la propria copertura, pertanto, anche se ad un sommario controllo delle Forze dell’Ordine l’auto potrebbe risultare in regola anche se con documenti invariati, in realtà essa potrebbe non essere coperta da assicurazione in caso di sinistro, con notevole rischio per il proprietario!
Questa regola, peraltro, vale anche per i cambi di residenza all’interno dell’Italia.

Costi e Assicurazione RC

Nel caso di mantenimento della targa Italiana, la procedura di cambio residenza sul libretto non ha un costo. Purtroppo il relativo cambio presso la compagnia assicurativa comporterà in molti casi un aumento della polizza RC.

Nel caso di importazione del veicolo nel Paese di nuova residenza, ricordiamo che in ambito UE sono state abolite le tasse doganali. Il costo da sostenere sarà quello della rottamazione della targa in Italia e della reimmatricolazione, che comporterà il pagamento di una imposta variabile (in Italia è la IPT). A questo va sommato il costo (secondo noi indispensabile) delle agenzie di pratiche auto. La polizza RC Italiana può essere disdetta, ottenendo il rimborso della parte di premio non goduta (tasse escluse), e quindi si dovrà provvedere ad una nuova stipula con una compagnia riconosciuta nel Paese di nuova residenza. In genere è possibile farsi riconoscere la propria Classe Universale, traducendo l’Attestato di Rischio Italiano (e viceversa).
Da notare che, dati gli altri costi di assicurazione e bollo in Italia, è probabile che il cambio targa risulti una pratica conveniente, nonostante i costi iniziali da sostenere.

Residenza estera ma senza iscrizione AIRE

Ricordiamo che questa situazione è piuttosto diffusa pur essendo formalmente non regolare per le leggi Italiane. Non ci addentriamo sui pro e sui contro dell’iscriversi o meno all’AIRE, cosa che esula dagli argomenti di questo sito, e focalizziamoci su cosa si deve fare per l’auto. Per quanto riguarda l’obbligo o meno di ri-targare il veicolo, nulla cambia rispetto a quanto già descritto. Per quanto riguarda l’auto a targa Italiana, da mantenere in Italia o eventualmente da usare all’estero nei limiti che abbiamo indicato, si potrà evitare il cambio di residenza a libretto e presso l’assicurazione, in quanto si presume che in Italia nulla cambi per quanto riguarda la propria residenza.

I Controlli

Come abbiamo visto, per motivi di convenienza molti potrebbero voler continuare a circolare nel nuovo paese di residenza con la propria auto, mantenendo la targa Italiana. Questo non è possibile, anche se con periodi di comporto ed eccezioni diverse da Paese a Paese.
Ci chiediamo quindi se e come vengono effettuati i controlli sulla durata della permanenza delle auto a targa straniera nei paesi esteri. Ebbene, ci risulta che siano molto variabili da Stato a Stato, in genere sono molto accurati in tutte le nazioni del Nord, dal Regno Unito ai Paesi Scandinavi, anche con appostamenti e telecamere. L’intento è quello di evitare che circolino auto a targa straniera (Italiana) indebitamente, che potrebbero eludere multe e tasse locali.

Il controllo sulle auto “definitivamente” nel Paese, ovvero intestate a residenti stranieri, sono relativamente semplici: basta confrontare la data odierna con la data di cambio residenza. Questa non sempre è però subito rilevabile in un semplice controllo stradale, motivo per cui anche qualora si sia superato il limite previsto, si potrebbe farla franca, basterà cercare di dimostrare che la vettura è entrata nei confini solo da poco tempo, o che l’uso è in via eccezionale. Se si è in un Paese extra-UE, questo sarà facile se in dogana è stato apposto un visto di ingresso sui documenti di circolazione. Nel caso di paesi UE, o qualora non vi sia visto, si può ricorrere come già detto a vignette o ricevute autostradali, o altri tracciamenti del genere.
Possiamo quindi affermare che la complessità del riscontro può giocare a favore dell’automobilista, specie negli Stati con servizi di Polizia meno efficienti, ma fate attenzione perché, come detto, c’è da guardarsi anche dai controlli mirati, fatti anche sulle auto parcheggiate in strada.
Se l’auto è “temporaneamente” nel Paese estero, sarà invece interesse dell’automobilista produrre quante più prove possibili del rispetto delle date, a maggior ragione considerando che può bastare uscire e rientrare dai confini in giornata per “azzerare” la decorrenza dell’anno! E’ questo il motivo per cui, ad esempio, in Italia le auto con targhe “strane” hanno il parabrezza ben riempito di vignette autostradali!

Per Approfondire

Vi lasciamo i link alle normative di alcuni Paesi:

Come sempre, siete invitati a scrivere le vostre esperienze e a fare le vostre domande qui sotto: il nostro esperto vi darà la risposta che cercate.
Vi preghiamo di notare che questa pagina è stata profondamente rivista nel mese di agosto 2015 e quindi alcune delle risposte fornite in data antecedente potrebbero non essere a tema, o inesatte.


2015-08-27

1.537 commenti

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  1. francy

    Gentile Esperto,

    è da maggio del 2016 che sono residente a Malta ed iscritto AIRE.
    Non ho, e non avevo, una macchina o moto di mia proprietà in italia ed ora per motivi lavorativi sono intenzionato a comprare una moto (600cc circa).
    Dati i prezzi esageratamente alti di acquisto moto in Malta, ho notato che sarebbe più conveniente per me comprare una moto in Italia (sicilia) ed immediatamente trasferirla di persona con il traghetto a Malta, per poi farla immatricolare nel nuovo paese.

    La mia domanda è: avendo la residenza all’estero da più di sei mesi, è possibile e legale comprare la moto in sicilia,portarla qui, immatricolarla con targa maltese e con assicurazione maltese? ed in seguito rottamare la targa italiana per trasferimento all’estero.
    Oppure essendo residente maltese non è più possibile per me comprare una moto in italia?

    Grazie per l’aiuto.

    Cordiali Saluti

    • Esperto
      Esperto

      Certo che puoi comprarla, sei pur sempre cittadino Italiano, ma non ti conviene fare la voltura, bensì subito la pratica di esportazione.

  2. vincenzo mazziotta

    Vorrei regalare la mia auto Toyota Verso immatricolata febbraio 2016 a mio figlio residente aire a Barcellona cosa mi conviene fare? Esiste una agenzia che si occupa di tt o mi semplifica l’operazione?

    • Esperto
      Esperto

      Certo, una qualsiasi agenzia di pratiche auto, anzi due, una in Italia e una a Barcellona per la re-immatricolazione.

  3. Annarita forte

    Salve,mi sono trasferita in Francia e sto procedendo ad immatricolare la vettura.L’assicurazione francese alla quale mi sono rivolta non sa come convertire la classe di rischio italiana.Esiste una tabella di conversione? Grazie

    • Annarita forte

      La mia classe è CU 01 mi hanno proposto lo 0,50 francese ,può essere corretto? Né l’assicurazione italiana né quella francese hanno una tabella di conversione.Grazie per la risposta.

      • Esperto
        Esperto

        Dovrebbe essere la classe migliore, ottimo!

    • Esperto
      Esperto

      Ci sono due modi: o farti riconoscere la tua Classe Universale (meglio), oppure farti riconoscere almeno lo storico recente degli ultimi 5 anni, ovvero partire con un bonus di 5 classi rispetto alla più alta classe francese; in entrambi i casi occorre una traduzione del tuo attestato di rischio.

  4. Angelo

    Salve Esperto,
    Vivo in Inghilterra e circa 1 anno fa portai la mia auto del 98 in uk con l intenzione di riportarla giu durante le ferie estive,ma nel frattempo si ruppe e non conviene ripararla.non posso immatricolare qui né riportarla in italia..consigli?

    • Esperto
      Esperto

      Puoi fare la pratica al PRA di demolizione di veicolo all’estero, presentando la traduzione (giurata) del certificato del rottamatore UK.

  5. Paolo

    Salve, mi sono temporaneamente trasferito in Germania ed utilizzo una macchina regolarmente immatricolata ed assicurata in Italia a nome dei miei genitori. Posso dunque circolare tranquillamente o da qui ad un anno o due anni mi devo aspettare uno di quei controlli prolungati di cui parlate?

    • Esperto
      Esperto

      Tu intanto raccogli prove che l’auto esca periodicamente dai confini, e poi spera di non incappare in questi controlli.

  6. Gianluca

    Buongiorno,

    Se l’auto fosse acquistata in Italia o in Francia, da mio cognato residente e cittadino Monegasco, facendo targhe Montecarlo e assicurazione monegasca, io potrei usare l’auto in Italia ?
    La copertura ci sarebbe lo stesso?
    In sostanza me la presterebbe per dei periodi.

    Grazie mille per la risposta.
    Gianluca

    • Esperto
      Esperto

      L’auto a targa Monegasca deve essere reimmatricolata se rimane per 1 anno o più in Italia, tuttavia ricordiamo sempre che oltre ai controlli per la conformità rispetto al Codice della Strada, esistono anche i controlli anti-elusione fiscale che si muovono su binari meno definiti. In altre parole: specie se è una auto di lusso, darai nell’occhio e aspettati controlli e grane.

  7. Giovanni

    Salve. Oggi ho ricevuto una carta dove mi si chiede di pagare il bollo auto del 2013. La macchina a quel tempo era stata all’estero e modificata con targa inglese. Di conseguenza pagavo il bollo inglese. Devo pagare questa pure?

    • Esperto
      Esperto

      Avevi mantenuto la targa Italiana? Se si, ti conviene pagare e non dire che avevi anche una targa inglese, perché la doppia immatricolazione è un illecito!

  8. Gianni

    Salve,
    ad agosto 2012 mi sono temporaneamente trasferito all’estero in Germania per lavoro, per un periodo di circa 5 anni.
    Appena potuto ho portato la macchina mia e di mia moglie e fatto la obbligatoria immatricolazione e relativa radiazione dal PRA. Ho due attestati di rischio italiani (entrambi CU 1) che scadono a Settembre 2017 e Febbraio 2018.
    Ho appena avuto un’estensione del contratto di lavoro fino ad Aprile 2019 e quindi al mio rientro in Italia non avro’ un attestato di rischio ancora in vigore. La mia attuale assicurazione tedesca mi ha detto che mi rilascera’ un certificato di continuita’ assicurativa e di aver guidato in Germania per tot anni senza incidenti (scongiuri fatti).
    Ho provato a contattare varie volte la mia assicurazione italiana, chiedendo cosa succedera’ al mio rientro ma una volta mi dicono che mi fanno rientrare a classe CU 9, un’altra volta a classe CU 14, poi che non ci sono problemi e mantengo la mia CU 1 in quanto posso dimostrare di essere stato assicurato mentre ero all’estero, oggi di nuovo rientro a CU 14…ma mai niente di scritto, io scrivo email e mi chiedono sempre di chiamare e
    poi per telefono ricevo le risposte del consulente di turno…
    Vorrei gentilmente chiedere a qualcuno piu’ esparto di me e sicuramente piu’ dei vari “consulenti” con cui ho parlato piu’ volte quale e’ la reale situazione e a cosa mi devo preparare.
    Grazie anticipatemente per la attenzione che vorrete dedicarmi.
    Buona serata,
    Gianni

    • Esperto
      Esperto

      L’attestato di rischio tedesco in genere è riconosciuto in Italia, in quanto deve esservi indicata la classe Universale. Qualora questa non sia chiara, ma si evinca ne nel periodo recente degli ultimi 5 anni non hai fatto sinistri, allora si applica la classe 9 appunto come classe 14 meno 5 classi di anni osservati.

      • Gianni

        Salve,
        Grazie per la cortese e pronta risposta. Proverò a cambiare la assicurazione tedesca. Sono stato proprio oggi alla mia agenzia, e mi hanno detto che non sanno affatto cosa significa CU e che tale cosa non verrà riportata sulla dichiarazione che mi rilasceranno quando tornerò in Italia. Mi rilasceranno semplicemente una dichiarazione in cui si certifica quanto anno ho guidato senza incidente. Quando sono venuto qua loro hanno riconosciuto solo i periodi di cui sono riuscito a dimostrare la guida senza incidenti, non gli interessava la mia classe CU di provenienza,. Mi hanno riconosciuto 6 anni per una macchina e 4 per l’altra, ma dato che Il costo RC Auto malgrado questo era di 1/3 di quanto pagavo in Italia non ho fatto cattivo viso a questa politica.
        Stamattina in assicurazione mi hanno confermato che ad oggi a loro risulta uno storico di 10 anni senza sinistri per una vettura e di 8 anni per l’altra, quindi nel 2019 dovrei avere 12 e 10 anni.
        Non ho diritto a chiedere ad una assicurazione italiana di riconoscermi almeno questo?
        Eppure siamo in Europa, sono costretto ad immatricolare la macchina se la porto all’estero e poi devo perdere quasi 25 anni di guida senza incidenti? È questo che mi sembra scorretto.
        Comunque grazie nuovamente per la cortese risposta.
        Buona serata,
        Gianni

        • Esperto
          Esperto

          SI, almeno gli anni senza incidenti riportato sullo storico ti debbono essere riconosciuti anche in Italia, magari per agevolare la cosa fai fare una traduzione giurata dell’attestato di rischio.

  9. Antonio

    Gentile esperto,

    Avrei 2 domande da porle. Le spiego, ho acquistato un’auto usata a Malta. Nel libretto è indicato l’indirizzo di residenza maltese, ma io non sono iscritto all’Aire.
    Sto tornando in Italia e quindi devo immatricolare l’auto, la non iscrizione all’Aire puo’ essere un problema visto che nel libretto l’indirizzo è maltese? Inoltre vorrei chiederle se la immatricolazione in Italia mi permette di usufruire della legge Bersani. Grazie

    • Esperto
      Esperto

      A mio giudizio se fai la pratica di esportazione da Malta, non dovresti avere problemi a re-immatricolare in Italia nonostante la tua mancata residenza a Malta. Ti confermo che la legge Bersani sarà applicabile.

      • Antonio

        Gentilissimo,

        Approfitto della sua disponibilità. Ho appena contattato l’ufficio trasporti a Malta. Come detto da lei devo fare procedura di esportazione. Ho notato nel form che posso anche fare richiesta di cambio indirizzo, mi consiglia di mettere quello italiano in modo da evitare problemi in Italia con un indirizzo che non corrisponde a quello della carta d’identità italiana. Grazie mille.

        • Esperto
          Esperto

          Non credo che tu possa / ti convenga dichiarare di avere un’auto a targa di Malta avendo residenza in Italia! Magari prima contatta anche un’agenzia di pratiche auto Italiana per un consiglio.

      • Antonio

        Gentile esperto,

        Grazie per la sua risposta.
        Cosa intente per pratica di.esportazione da Malta? Non devo fare tutto dall’Italia?
        Grazie ancora.

        • Esperto
          Esperto

          No, da Malta devi fare la pratica di esportazione dell’auto, con quei documenti la puoi re immatricolare in Italia.

  10. Silvio

    Buongiorno,
    sono cittadino italiano residente dal 2015 in Canada ma con iscrizione all’AIRE solamente dal 2016, posseggo una macchina in Italia che vorrei usare quando rientro per le vacanze e nel frattempo farla usare dai miei genitori residenti in Italia che ne seguono la manutenzione e la custodia. La mia residenza indicata sul libretto dell’auto è ancora quella mia italiana ora non più valida, cosa devo fare per regolarizzare la situazione anche nei confronti dell’assicurazione per essere coperto regolarmente, e a norma per la legislazione italiana in riguardo al sistema fiscale.
    Ringraziando per la cortese risposta porgo cordiali saluti.
    Silvio

    • Esperto
      Esperto

      E’ ben spiegato nell’articolo: devi aggiornare la residenza a libretto e successivamente presso l’assicurazione.

  11. Gole

    Buon Giorno,

    Sono cittadino Italiano residente in Serbia. Ho intenzione di rientrare in Italia e vorrei importare la mia macchina euro 4 con targhe Serbe in Italia. Una volta in Italia la vorrei registrare e immatricolare in Italia. Mi potrebbe dire prima di tutto se non avendo la residenza in Italia posso registrarla e se la euro 4 e’ ormai troppo vecchia per importarla in Italia.

    Grazie

    • Esperto
      Esperto

      No, non hai titolo per immatricolarla in Italia a tuo nome, senza residenza.

  12. marco

    Ciao a tutti,mi devo trasferire a breve in Spagna,ho un auto intestata a mia sorella e seguendo il punto 4 mi chiedevo come mi devo regolare con l’assicurazione.A quanto ho capito l’assicurazione italiana non vale in Spagna,cosa dovrei fare un assicurazione spagnola su un auto italiana?

    • Esperto
      Esperto

      E perchè mai l’assicurazione Italia non dovrebbe valere in Spagna?

  13. Francesco

    Buongiorno, sono residente in Italia e titolare di patente italiana. Mio fratello vive e lavora in Germania ed è iscritto nell’ A.I.R.E. e proprietario di un auto con targa tedesca. La mia domanda è: può il sottoscritto
    circolare (guidare) la suddetta auto nei paesi del Territorio Doganale Europeo? Nel caso di specie anche in
    territorio non facente parte del T.D.E. coma la Svizzera?
    Saluti
    Francesco

    • Esperto
      Esperto

      SI, ma meglio avere con se’ una delega all’uso o qualcosa del genere.

  14. Mirko

    Buonasera,

    Mi sono trasferito da 10 mesi in Svizzera e credo di rimanerci ancora a lungo, da quando mi sono trasferito ho utilizzato la mia auto, nel caso non volessi immatricolare la mia auto in Svizzera e lasciarla quindi con targa italiana, sarebbe possibile intestarla a un parente che risiede in Italia e continuare ad utilizzarla in Svizzera ?
    Nel caso di controlli quali potrebbero essere le conseguenze ?

    Sapreste anche dirmi che cosa è richiesto dal controllo prima di poter immatricolare l’ auto in svizzera ?
    è semplicemente una questione di norme sulla CO2 e il rumore ?

    • Esperto
      Esperto

      Questa possibilità, con i suoi rischi, è spiegata nell’articolo, con la notazione che in Svizzera sono molto severi nei controlli. Confermo che c’è da verificare alcune rispondenze tecniche.

  15. GianMarco

    Ho da sottoporle un quesito riguardo una rottamazione della mia auto all’estero.
    Sono cittadino italiano residente in romania e regolarmente iscritto all’AIRE.
    Mi sono trasferito con la mia auto, (targa e assic.italiane ovviamente) e adesso devo rottamare l’auto per comprarne una nuova, in loco.
    Mi sono recato da un demolitore autorizzato che mi ha rilasciato il certificato di rottamazione, che ho provveduto a tradurre, come da norma, mi ha reso sia il cdp che le targhe, in modo da potermi recare al P.R.A. per radiare l’auto. (sembrerebbe tutto ok..invece..)
    IL PROBLEMA nasce in quanto il demolitore romeno è obbligato a trattenermi l’originale del libretto di circolazione dell’auto, lo stesso che vogliono le autorità italiane (il P.R.A.) indietro per radiarmi l’auto.

    Non so come uscirne in quanto è facile da capire, non posso avere 2 originali contemporaneamente, uno per il rottamatore estero (che non può rilasciarmi altrimenti il certificato) ed uno per il P.R.A che non mi radia la macchina.

    Le chiedo un parere in merito.
    Grazie

    • Esperto
      Esperto

      Il vizio di fondo è che dovevi rottamarla in Italia! la cosa migliore è annullare la pratica in Romania e afre la rottamazione in Italia, anche se, senza materialmente l’auto, può risultare ben difficoltoso.

      • GianMarco

        Grazie per la risposta, l’idea era di immatricolarla in loco, ma mi ha “lasciato”
        quindi sono stato obbligato a demolirla.
        L’aggiornamento è che ho recuperato il libretto dal demolitore, e andrò a radiarla al pra, sperando mi diano un qualcosa di uficiale, che certifichi la radiazione, per portarla poi al demolitore romeno.

        grazie
        e auguri

  16. zucchero

    Salve esperto,
    Sto immatricolando la mia macchina in Svizzera, ho fatto tutte le carte, devo solo ritirare le targhe svizzere. Domanda: ma le targhe italiane le devo consegnare all’ufficio motorizzazione qui’ in Svizzera oppure le devo restituire io personalmente in Italia?
    Grazie in anticipo per la risposta.

    • Esperto
      Esperto

      In Italia.

  17. Rox

    Buongiorno,
    Abito in Francia e sono iscritta all’AIRE.
    Devo immatricolare una macchina italiana in Francia e mi sono stati richiesti tutta una serie di documenti da presentare, il primo dei quali è le certificat d’acquisition, ma per ottenerlo occorre la carta d’identità del venditore. Ma il venditore non è una persona fisica bensì giuridica e dunque cosa devo presentare? La visura camerale?
    Grazie mille

    • Esperto
      Esperto

      Proprio per queste difficoltà suggerisco sempre di avvalersi di una agenzia di pratiche auto. Il documento da presentare sarà, comunque, presumo, una visura camerale o qualcosa del genere.

  18. Raffaele

    Buongiorno,
    Ho un auto comprata e immatricolata in germania circa 3 anni fa e mi trasferirò da gennaio in svizzera (ticino) dove avrò un permesso di residenza b (dimora). Visto che non so quanto a lungo rimarrò in svizzera (un anno o forse due) mi chiedevo se fare il cambio di targhe da subito mi conviene, o se posso circolare così qualche mese e poi aspettare di sapere se il mio contratto di lavoro sarà prolungato e a quel punto convertire targhe e patente. Riassunto: auto con targa tedesca, residenza in Italia germania e svizzera (per diversi motivi non posso abbandonare nessuna) , patente italiana – quanto tempo posso circolate legalmente in svizzera?

    • Esperto
      Esperto

      Leggi il paragrafetto relativo alla Svizzera nell’articolo.

  19. Daniela

    buongiorno,
    sono una italiana residente in marocco e iscritta AIRE, ho portato qui la mia vettura, regolarmente sdoganata e reimmatricolata, cosa devo fare con le targhe italiane? mi dicono che devono essere riconsegnate ma io non rientrero’ in Italia prossimamente, incorro in qualche sanzione? la motorizzazione italiana é a conoscenza del fatto? come posso verificare se la mia macchina risulta ancora nei registri automobilistici italiani?
    grazie per la cortese risposta
    Daniela

    • Esperto
      Esperto

      Se non hai fatto niente stai pur certa che l’auto è ancora registrata e pagherai il bollo, e in teoria potresti anche incorrere nella sanzione per doppia immatricolazione (sfido a scoprirlo!). Devi fare la pratica di rottamazione delle targhe in Italia.

  20. Elena

    Buongiorno,
    Sono una cittadina Italiana residente in Grecia e iscritta all’aire, ho un’auto cointestata a me e a mia madre (residente in Italia) che ora vorrei trasferire in Grecia. Prima di effettuare il trasferimento vorrei anche fare il passaggio di proprietà diventando unica proprietaria dell’auto. Qual è la procedura da seguire in questo caso per essere in regola?
    La ringrazio

    • Esperto
      Esperto

      E’ contestuale. Basta che i due cointestatari facciano la vendita per esportazione in Italia, e che tu re-imamtricoli a tuo nome in Grecia.

  21. roberto

    salve sto acquistando un auto usata in italia con targa italiana e sono iscritto all’AIRE fuori UE.
    nel libretto di circolazione non possono indicare la residenza estera ma verra’ indicato il vecchio domicilio (casa di mia proprieta’)
    l’RCA idem
    trovo parecchie lacune negli addetti ai lavori ed io ne capisco ancor meno
    cortesemente potreste chiarirmi l’esatta modalita’ per non incorrere in future sanzioni?
    grazie dell’ attenzione

    • Esperto
      Esperto

      Confermo che si tratta di una pratica spesso conosciuta agli assicuratori, per questo è preferibile andare presso una compagnia online che ha procedure più standard. Per il resto, vedo pochi problemi, una volta che hai verificato che hanno registrato la polizza con i dati corretti, direi che è tutto ok.

  22. Luca

    Buonasera, sono un italiano che vive in Albania, non iscritto all’Aire. Vorrei utilizzare un veicolo targato Bulgaria (servizio targa, con auto ceduta a società Bulgara) sia in Albania che in Italia. In questo modo posso risparmiare la dogana dell’auto in Albania e sfruttare le tariffe vantaggiose della Bulgaria. Secondo lei questa la cosa puo’ stare in piedi in entrambi gli stati?
    Grazie in anticipo
    Dimenticavo, ho permesso di soggiorno albanese e resto in Albania quasi tutto l’anno.

    • Esperto
      Esperto

      In Albania non so, ma in Italia questo genere di sistema è parecchio nell’occhio delle forze dell’ordine.

  23. Giovanni

    Salve,sono un cittadino italiano con residenza italiana e lavoro per una impresa italiana. Sono sposato con una italiana con residenza in spagna e iscritta all’AIRE (anche i figli sono iscritti all’AIRE). Ho la possibilità di poter lavorare da casa, e per questo motivo passo la maggior parte del mío tempo in spagna, dove ho anche portato la mía auto con targa italiana.
    Correo capire cosa consiglieresti di fare?
    Immatricolare l’auto in spagna ? E trasferirla a mía moglie? Per lavoro non posso cambiare residenza…

    • Esperto
      Esperto

      Tu non hai titolo di avere l’auto a targa Spagnola, tuttavia sei soggetto a contestazione in quanto di fatto l’auto sta costantemente su suolo spagnolo. Cosa fare? Per essere al 100% in regola, forse converrebbe davvero intestarla a tua moglie e ritargarla, ma valuta tu in base alla convenienza. DI fatto potrebbero non contestarti mai nulla.

  24. Piero

    Buongiorno caro esperto: ho letto il più attentamente possibile questo post e la ringrazio per tutte le informazioni utili che ho trovato! Le chiedo per cortesia di correggere il mio ragionamento: sono italiano residente all’estero dal 2010 e regolarmente iscritto all’AIRE. Possiedo una vespa px 125, con targa italiana, che al momento si trova nel garage dei miei suoceri in italia, non assicurata. L’intenzione è quella di portarla con me in Francia dove risiedo dopo le vacanze di Natale. Ho già contattato il PRA della mia città e dal punto di vista “ritargamento” è tutto chiaro. Il grosso problema è quello dell’assicurazione: se ho ben capito dal suo articolo, io potrei contrarre una assicurazione, anche annuale, con una società italiana, trasportare la vespa in francia, reimmatricolarla, attivare una assicurazione francese e disdire quella italiana. Potrebbe confermare il mio ragionamento fino a qui? Il problema che incontro è che non riesco a trovare una assicurazione che mi faccia stipulare un contratto in quanto residente all’estero… La ringrazio in aniticipo per l’aiuto!

    • Esperto
      Esperto

      E’ più complicato di così. Per essere in regola al 100%, tu dovresti prima cambiare residenza a libretto sulla vespa, quindi assicurarla con i dati AIRE. Inoltre, anche così, dal momento in cui varchi la frontiera Francese, non sei più in regola con il loro codice della strada, in quanto loro pretenderebbero che fosse già intestata con targa francese.! La cosa migliore da fare sarebbe portarla in un furgone o carrello.

      • Piero

        Mi scuso per la mia replica tardiva… Grazie mille per la risposta!
        Aggiorno il mio piano per chiedere ulteriore conferma: durante le feste stipulo una assicurazione temporanea di 15 giorni sulla vespa, che verrà poi caricata su di un furgoncino e trasportata in Francia, dopodiché provvedo a fare tutti i controlli e documenti del caso per reimmatricolarla. Ho detto bene? grazie ancora per l’aiuto!

        • Esperto
          Esperto

          A cosa ti serve la polizza temporanea se la trasporti sopra ad un furgone?

  25. Vittorio

    Buonasera esperto, avrei una domanda da farle. Tra qualche mese mi trasferirò in Svizzera in cerca di un nuovo lavoro e vorrei portare con me, se le cose andranno per il meglio, la mia moto con targa italiana. Le mie perplessità nascono perché l’intestatario della moto è un mio zio alla lontana, con residenza in Italia…. avrò problemi circolando li? Potrò lo stesso ritagarla con quella svizzera, magari a mio nome??? Grazie in anticipo dell’aiuto.

    • Esperto
      Esperto

      Dipende molto se avrai subito al residenza o meno, in ogni caso per ritargare non ci sono problemi (salvo eventualmente questioni tecniche del veicolo), ma l’intestatario deve in Italia fare la pratica di rottamazione targa per esportazione.

  26. Marco

    Buongiorno Esperto, grazie mille per la sua disponibilità’ ad aiutarci in questo intricato argomento.
    Ho lasciato l’Europa circa 20 anni fa (sono iscritto all’AIRE da quando esiste), ma il prossimo anno ci tornerò’ per una lunga vacanza di circa un anno. Staro’ principalmente in Spagna, ma mi muoverò parecchio all’interno del continente nel corso dell’anno.
    Vorrei acquistare un’auto usata tedesca in Germania e tenere la targa tedesca per tutto l’anno in cui userò’ la vettura in Europa. E’ possibile? Come posso fare per l’assicurazione? Non sono residente in Europa, sono soltanto li’ in vacanza, come posso fare con l’assicurazione ?
    Graize in Anticipo

    • Esperto
      Esperto

      A mio giudizio tu puoi, al massimo, acquistare una vettura a targa Italiana fornendo un recapito Italiano, questo ovviamente se sei cittadino Italiano.

  27. Valentina

    Salve,sono residente in Italia ma per motivi di lavoro in Portogallo.
    Il mio contratto era inizialmente di sei mesi e non sapendo se sarebbe stato rinnovato o meno ho lasciato la targa italiana.
    Adesso che la buona notizia del contratto a tempo indeterminato e’ arrivato stavo cercando di capire come procedere.
    E’ vero che se faccio tutte le pratiche entro i 6 mesi pago di meno la tassa della nuova immatricolazione?Come fanno loro a sapere da quando iniziano i miei 6 mesi?(ovvero da quando sono arrivata?)

    • Esperto
      Esperto

      Il conteggio parte dalla data in cui hai stabilito la residenza.

      • fla

        ma se la residenza è in italia e non in Portogallo?

        • Esperto
          Esperto

          In tal caso suggerisco di conservare traccia di passaggi dell’auto fuori dei confini, come ricevute dall’autostrada, ecc.

  28. Luca Zanfi

    buonasera
    ho un veicolo targato escursionista estero e sto cercando da settimane di immatricolarlo in francia ma purtroppo non si capisce perchè la prefettura francese mi dice che il libretto che mi ha rilasciato la motorizazzione non è un libretto valido. come posso procedere? perfavore aiutatemi

    • Esperto
      Esperto

      Inizierei cercando di capire cosa non va nei documenti…

      • Luca Zanfi

        Il problema è proprio questo,la motorizzazione italiana mi ha detto che i documenti sono validi a tutti gli effetti

        • Luca

          agli altri libretti italiani normali e non di veicoli targati ee

        • Esperto
          Esperto

          La cosa più pratica è rivolgersi ad una agenzia di pratiche auto Italiana, che sia specializzata in import/export di veicoli.

        • Luca

          Il motivo è semplicemente che il libretto non è uguale agli altri e quindi mi dicono che non è valido

        • Esperto
          Esperto

          “agli altri” quali?

        • Esperto
          Esperto

          Questo lo spero bene, tu devi capire per quale motivo non vanno bene alla motorizzazione Francese.

  29. Vito

    Salve le scrivo perché ho bisogno di informazioni anche se non so se la mia domanda sia pertinente all articolo.. io sono residende in Germania e ho in auto in vendita sicilia a cui sta badando mio fratello.. qual ora la macchina verrebbe acquistata come posso fare per far sbrigare a mio fratello tutti i documenti necessari alla vendita??

    • Esperto
      Esperto

      O vai sul posto, oppure paghi doppia IPT facendo fare a tuo fratello la procedura di voltura da proprietario non intestatario.

  30. agostino

    buona sera,
    sono un ragazzo italiano,che sono in francia da circa un anno,ma non mi sono mai iscritto all AIRE.
    Qualche mese fa ho comprato un macchina qui in francia,e ovviamente ho tutti i documenti francesi(carta gris e assicurazione),adesso tornerò in italia (forse per sempre),la domanda è,potrò circolare tranquillamente in italia con l ‘ assicurazione francese??nel caso dovranno fermarmi i carabinieri,polizia o ecc,potranno verificare se la macchina è coperta di assicurazione??
    e se nel caso dovessi decidere di sostituire le targhe,sapete quanto sia il prezzo e se conviene ?
    grazie

    • Esperto
      Esperto

      Senza la residenza Francese non avrai più titolo di possedere un’auto a targa Francese e dunque dovrai ritargare subito.

  31. Sebastiano

    Buongiorno. Voglio comprare un roulotte in inghilterra e portarla qui in italia con la mia auto italiana. Un roulotte inglese non ha targa (prende la targa dell’auto con rimorchio) e quindi sarà privo di targa. Posso portarla in italia usando la targa italiana della mia macchina, e poi reimmatricolarla entro un anno? (Non sarà usata come roulotte, ma sarà parcheggiata stabilmente sul mio terreno. Se traino un roulotte con un’auto inglese in italia non ci sarebbe nessun problema, ma con macchina italiana ci potrebbero essere qualche problema? Grazie.

    • Esperto
      Esperto

      A mio giudizio si, ci sarebbero problemi in quanto non stai rispettando il CdS Italiano e dunque non avresti copertura assicurativa, ecc.

  32. riccardo

    Buongiorno
    mi permetto di scriverle perché dopo tanti anni di residenza in Francia e quindi iscrizione all’AIRE ritorno spesso in Italia e pensavo di comprare un auto in Italia e lasciarla li (assicurazione italiana) per poterla utilizzare ogni volta che vado.
    e’ possibile ? il fatto di non essere piu’ residente …..le assicurazioni….
    tengo a precisare ch non ho parenti in Italia
    la ringrazio per la sua disponibilita’ e gentilezza

    • Esperto
      Esperto

      Fate tutti la stessa domanda, eppure mi sembra che l’articolo sia abbastanza chiaro! La legge Italiana prevede questa eventualità per i cittadini Italiani e permette di possedere un’auto a targa Italiana anche se non si ha più la residenza, basta indicare un recapito. COnfermo che possono esserci difficoltà con l’assicurazione (al proposito, abbiamo un altro articolo dedicato).

  33. Kevin

    Buonasera esperto,
    sono cittadino italiano e da poco ho trasferito la residenza a Cipro e mi sono iscritto all’AIRE. Visiterei spesso l’Italia e pertanto vorrei prendere un’auto da lasciare la, ma sono incerto su quale sia la scelta migliore legalmente e formalmente.
    Potrei noleggiare a lungo termine un’auto a Cipro ed esportarla in Italia dove verrebbe immatricolata ed assicurata a mio nome?
    La sola intestazione del veicolo può essere un cavillo sfruttabile dal fisco italiano per battere cassa essendo un bene mobile situato in Italia nonostante la mia comprovabile residenza estera (affitto, contratto lavoro ecc.)? Altrimenti credo converrebbe intestarla ad un parente.

    grazie in anticipo!
    Kevin

    • Esperto
      Esperto

      Puoi tenere in Italia un’auto a targa Italiana e a te intestata.

      • Kevin

        Capisco, alternativamente dall’articolo mi pare di capire che non ci sarebbero limiti di tempo per viaggiare in Italia con un auto europea, se questa intestastata ad un residente di quel paese è corretto? (in questo caso io).
        Grazie ancora

        • Esperto
          Esperto

          E’ così.

  34. franco vazza

    Buongiorno,
    ho risieduto in Germana dal 2010 e dal primo novembre 2016 ho spostato di nuovo la mia residenza in Italia. L’auto è ancora immatricolata ed assicurata in Germania, visto che tra una settimana devo procedere al trasloco definitivo delle ultime cose, guidando dalla Germania all’Italio. Posso reimmatricolare l’auto e ri-assicurarla dall’Italia tra una settimana o poco più, o devo regolarmi diversamente facendo qualcosa già qui in Germania?
    Grazie per ogni informazione utile, ho avuto problemi a reperire informazioni su questo caso
    Cordialmente

    • Esperto
      Esperto

      Secondo me la cosa più pratica è fare la pratica di esportazione in Germania e acquistare una targa di cartone, per poi re-immatricolare in Italia avendo già chiuso la posizione in germania.

  35. Dino Colombo

    Mio figlio abita a Campione d’Italia, ha un camper con targa svizzera; ora vorrebbe targarlo italiano per farlo usare anche a me (poichè egli ha la targa comune su un auto e sul camper).
    Che tipo di procedura è consigliabile?

    • Esperto
      Esperto

      Non ho ben capito cosa intendi per “targa comune su auto e camper”, comunque, tuo figlio può semplicemente esportare il veicolo e re-immatricolarlo in Italia; se è cittadino Italiano può farlo anche a proprio nome, pur senza residenza, ma indicando un indirizzo di riferimento (es. il tuo).

  36. Maria

    Buonasera, sono residente all’estero fuori dall’Europa e iscritto all’Aire , ho acquistato una macchina nel paese dove vivo, visto che mi reco in Italia 2/3 volte all’anno e non possiedo nessuna macchina, vorrei portarla e utilizzarla quando sono in Italia.
    Vorrei sapere, se posso utilizzarla con la targa estera e se ho l’obbligo di pagare il bollo e di conseguenza cambiare assicurazione con una locale.
    Sul libretto dell’auto logicamente c’è la mia residenza estera.
    In attesa di una vostra risposta, vi ringrazio.

    • Esperto
      Esperto

      Essendo extra UE, non puoi tenere l’auto a targa straniera permanentemente su suolo Italiano, dovresti uscire e rientrare periodicamente.

  37. martina

    buona sera esperto , attualmente sono iscritta all AIRE in un paese extra UE ,3 anni fa ho importato la mia macchina(comprata in italia) prima radiandola in italia e poi immatricolandola nel paese nel quale attualmente risiedo, a breve rientrerò in italia e vorrei riportarmi la macchina ma non ho il tempo per immatricolarla subito , per quanto tempo posso tenerla in garage senza targa e senza assicurazione prima di poterlo fare? grazie per la sua cortese risposta

    • Esperto
      Esperto

      Se vuoi intanto rottamare la targa estera e poi attendere, sappi che in assenza di re-immatricolazione, quasi tutti i Paesi UE non permettono la regolarizzazione della rottamazione per esportazione.

  38. angelo

    hsalve, mi chiamo angelo e ho un problema vivo in polonia da un anno e devo cambiare le targhe la mia macchiana e targata svizzera, solo che non me le fanno cambiare perche non ho il t1 e adesso non faccio piu in tempo a farlo perche i tempi sono scaduti. aiutatemi non posso non utilizzare la macchina cosa posso fare. grazie

    • Esperto
      Esperto

      Mi sembra styrano che non ti facciano il modulo doganale. Come alternativa, potresti valutare la vendita per esportazione ad un tuo familiare con te convivente?

  39. Massimo

    Buon giorno, sono un italiano residente in Francia, avrei intenzione di acquistare un auto usata presso un concessionario in Italia ( molto più conveniente che in cosa mi consiglia di fare?
    ?? 1) Immatricolarla in Italia tramite un parente e rientrare in Francia e fare il cambio delle targhe 2) tramite un conoscente commerciante d’auto, lasciare le targhe italiane facendo un’immatricolazione provvisoria e successivamente cambiare le targhe. 3) Immatricalarla in Italia con il vecchio indirizzo e poi immatricolarla in Francia. Grazie mille Massimo

    • Esperto
      Esperto

      La 2 è più risparmiosa!

  40. Marsigliano Donato

    Buongiorno ,
    mia figlia lavora con contratto a tempo indeterminato da quasi due anni in Francia e non ha ancora provveduto ad iscriversi all’AIRE.
    Avendo la necessità di acquistare un’auto nuova cosa è più conveniente e legale fare?
    1) Acquistarla in Italia o in Francia?
    2) Intestarla a lei o a me?
    3) Dove stipulare e a chi intestare l’assicurazione?
    4) Sul libretto di circolazioine che indirizzo bisogna indicare?
    5) Come ci si deve comportare in caso di viaggi da effettuare al di fuori della Francia ed in particolare in Italia?
    La ringrazio anticipatamente per i suoi consigli.

    • Esperto
      Esperto

      Se pensa di stare in francia, meglio fare tutto in Francia, l’uso dell’auto sarà poi libero, anche in Italia, a patto che si iscriva AIRE.

  41. silvia

    Buonasera, intanto complimenti per le informazioni utili!

    Io ho un veicolo immatricolato in Italia e diventato da 3 mesi storico. A breve dovrei andare in Germania per lavoro (non so se resto piu di un anno). Quali sono le possibilità data la rigidità dei controlli della TUV. Esistono norme particolari per le auto storiche?
    Inoltre l’uso dell’auto sarebbe limitato a 4 volte al mese massimo e chiusa in un garage.

    Grazie mille,

    S

    • Esperto
      Esperto

      Che dire… non so, dipende dal modello e dalle possibilità che venga riconosciuto anche in Germania come mezzo di interesse storico.

  42. Marko

    Salve,
    mi sono trasferito in Germania quest’anno cambiando la residenza.
    Volevo chiedere come bisogna agire nel mio caso che ora vi spiegherò.
    La macchina è intestata a me, con l’assicurazione sempre intestata a mio nome, viene utilizzata esclusivamente da mia moglie in Italia. Non avendo la cittadinanza italiana (è comunque comunitaria), non sono iscritto all’AIRE e quindi non so come ci si comporta in questo caso per l’assicurazione. VI prego di darmi dei chiarimenti

    • Esperto
      Esperto

      Se tu hai sempre la residenza in Italia, puoi mantenere l’auto così com’è. Se invece togli la residenza, e se ho ben capito non sei cittadino Italiano, in tal caso non hai più titolo di possedere un’auto a targa Italiana e in tal caso dovresti, ad esempio, volturarla a nome di tua moglie.

  43. Flavio

    Buongiorno, sono italiano e vivo in Francia da un anno circa. Sono in procinto di iscrivermi all’AIRE (ma ancora non sono iscritto), ho un contratto di lavoro in Francia e ho appena importato auto italiana tramite autotrasporti internazionali con targa italiana e intestata a me (ho da pochi giorni fatto il passaggio di propriéta essendo prima intestata a mia madre, pensando fosse conveniente ma a quanto pare no). Cosa mi consiglia di fare, essendo che non so prevedere il tempo di permanenza? E poi, avendo targa italiana posso lasciarla nel frattempo in strada senza rischi? Quali i primi passi per normalizzare La situazione?La ringrazio in anticipo. Flavio

    • Esperto
      Esperto

      Se hai residenza già da 1 anno in Francia, devi ritargare subito!

      • Flavio

        Côme ho scritto, non sono ancora iscritto all’AIRE, ergo ho ancora la residenza in Italia.

  44. michele

    Buongiorno
    risiedo in olanda dal 1972, ora vorrei comprare una auto in italia, per quando vado in vacanza,
    e possibile???

    • Esperto
      Esperto

      Se sei cittadino Italiano si, ma devi poter indicare un recapito Italiano.

  45. mirko

    Io ho un problema, sono stato in molte assicurazioni auto in Germania e quando mostravo il mio ultimo attestato di rischio e cioè del 2016 mi chiedevano se avessi una macchina intestata in Italia. Al mio Si molte compagnie mi hanno detto che nn si possono avere due auto in due Nazioni diverse intestate allo stesso proprietario con classi di assegnazione simili, e quindi nessuno accetta i miei attestati di rischio tradotti da un giurato in lingua Tedesca. Io ho la patente dal 2002 e non ho mai fatto incidenti ma in germania nonostante io abbia acquistato un macchina di bassa cilindrata 1200 benzina ho come classe 70% e pago quasi mille euro all’anno mentre in italia con la CU 3 pagavo massimo 400 euro, qualcuno sa qualcosa inerente a questa legge,ecc. Grazie in anticipo

    • Esperto
      Esperto

      In Italia non puoi usare lo stesso attestato di rischio se è già usato su un’altra auto, è evidente che sia così anche a livello internazionale, anche se in effetti dal tuo messaggio non si capisce bene se ti contestano il fatto che lo specifico attestato sia collegato ad un’auto Italiana, oppure ti contestano genericamente il possesso di un’auto Italiana, cosa invece non deve dare adito a problemi.

  46. mirco figliolino

    Salve
    Ho letto questa rubrica e forse mi e’ sfuggito un caso o forse non e’ tra quelli elencati:un’auto immatricolata extra UE puo’ essere guidata in Italia da un parente dell’intestatario del veicolo e se puo’, per quanto tempo puo’ in maniera continuativa?

    Grazie per un vostro riscontro

    • Esperto
      Esperto

      6 mesi continuativi, essendo pronti a dimostrare il motivo per il quale si guida tale auto e comunque essendo pronti ad affrontare anche eventuali controlli fiscali, sempre più frequenti in Italia specie se l’auto a targa straniera è di grossa cilindrata / costosa.

  47. Alessando

    Salve Esperto. Avrei una situazione da proporle.
    Io sono cittadino italiano ma vivo in Svizzera e ci resterò almeno un altro anno. Ho permesso C.
    Avendo la necessità di acquistare un’auto, ho pensato di prenderla in Italia e poi portarla direttamente a Lugano per immatricolarla in Svizzera, evitando la taratura in Italia.
    Dopo aver fatto il tutto, il concessionario italiano mi ha prospettato un problema che, all’atto di acquisto, aveva detto non sussistere: Come pensi di portare la tua auto in Svizzera senza targa??
    Un amico che ha acquistato un’auto in Germania ha fatto le targhe assicurate che hanno durata limitata in modo da paterna usare fin quando non è stato chiamato a controllo e ha potuto targarla. In Italia è possibile richiedere questo tipo di targhe? Dove devo rivolgermi e quanto costano? Premetto di aver chiesto ad un paio di agenzie di Varese e mi hanno detto che a loro non risultano.
    Grazie per il vostro prezioso contributo.

    Alex

    • Esperto
      Esperto

      Le targhe “di cartone” esistono anche in Italia, ma la differenza sostanziale rispetto a quelle tedesche è che le nostre non hanno la copertura assicurativa abbinata, che va cercata autonomamente, ma è difficilissima da trovare. Come risolvere? Valuta se puoi fare le pratiche senza muovere l’auto dall’Italia, altrimenti con una targa prova o carrello o carro attrezzi. Oppure cerca una di queste polizze temporanee, ma non saprei darti indicazioni utili.

  48. Salvatore Marotta

    Buongiorno, sono cittadino italiano attualmente residente in Emilia Romagna. Mi trasferirò presto in Tunisia e mi iscriverò all’AIRE, manterrò un domicilio in Italia. Lascio in Italia la mia autovettura che userò saltuariamente in Italia nei miei saltuari rientri come cittadino italiano non più residente.
    Credo che dovrò fare annotare la mia nuova residenza estera sul libretto.
    Per quanto riguarda la tassa di possesso, che dovrò pagare, visto che le tariffe variano da regione a regione, non so quale tariffa applicare. Spero nella vostra competente risposta. Grazie

    • Esperto
      Esperto

      Giusta domanda. Io ritengo che vada pagata secondo la tariffa della Regione del recapito Italiano che va indicato a libretto.

      • Salvatore Marotta

        Buongiorno,
        ho approfondito, solo ora, leggendo la vostra prefazione della presente rubrica, che nel libretto va indicato un recapito italiano con un nominativo di soggetto italiano residente in Italia.
        Capisco l’indirizzo di recapito italiano ai fin amministrativi, non comprendo il motivo del coinvolgimento di terze persone, anche perché in tempi, quale l’attuale, di recapiti telefonici tracciabili (fax / e-mail pec) l’interessato proprietario, pur non in Italia, potrà essere raggiunto telematicamente e in tempo reale in qualsiasi parte del mondo.
        Ho letto, inoltre, l’articolo di vostro rimando: .
        Ho percepito che, per legge di mercato libero, le assicurazioni – obbligate ad assicurare – applicano normalmente un aumento costo premio intorno al 20%.
        E’ legge di mercato e bisognerà contrattare.
        Ritengo, tuttavia, che non dovrebbero più applicare l’IVA (22%) essendo l’intestatario della fattura soggetto con residenza estera.
        E’ così?
        Grazie per una ulteriore risposta

        • Esperto
          Esperto

          In verità le assicurazioni RCA non sono soggette alla normale aliquota IVA del 22%, bensì ad una imposta fissa dell 12,5% + addizionale provinciale.

      • Salvatore Marotta

        Grazie per la competente risposta.
        Chiedo, però, un ulteriore approfondimento alla mia prima domanda.
        Nel Libretto, una volta iscritto all’AIRE, persa la residenza attuale in Italia, dovrò comunicare l’indirizzo della residenza nello stato estero. Indirizzo che presumo sarà trascritto sul Libretto.
        Oltre alla residenza estera dovrò comunicare anche un recapito italiano, da far iscrivere anche quest’ultimo sul libretto?
        Detto recapito italiano potrà essere diverso da quello dell’ultima residenza italiana a libretto?
        Grazie per l’attenzione

  49. Simona

    Salve esperto, volevo porle una domanda.
    A marzo partirò con la macchina di mio padre verso la città di Utrecht (paesi bassi) , sa per quanto tempo potrò circolare con targa italiana prima che facciano storie? Grazie in anticipo per la risposta.

    • Esperto
      Esperto

      Se andate come turisti non dovrebbero esserci problemi, a meno che non contestino una vostra permanenza continuativa, cosa che avrebbe implicazioni non solo per l’auto.

  50. Maria

    Salve, io sono italiana ma vivo in Corsica 6 mesi all’anno perché faccio le stagioni,questo estate ho avuto un incidente con il mio scooter e non si può più utilizzare, come faccio a versare le targhe qua?

    • Esperto
      Esperto

      Intendi rottamare? Esiste (fortunatamente) la pratica di demolizione in Paese estero: rivolgiti ad una agenzia di pratiche auto Italiana per farti spiegare i moduli che occorrono e le cose da fare in Corsica.

  51. Gianluca

    Salve;

    vivo in Spagna da qualche mese; ad agosto ho preso il NIE (numero di identificazione per gli stranieri) che non è l’effettiva residenza; ho con me la macchina intestata a mia madre; deciderò a marzo se rimanere in Spagna o tornare in Italia; la polizia mi ha fatto storie e mi dicono che dovrei reimmatricolare (che non mi converrebbe e mi costringerebbe a riportare l’auto in Italia ed eventualmente comprarne una qui…).Che devo fare? Ho almeno i sei mesi di tempo dalla data del NIE?
    ho dimenticato di far presente che la proprietaria del mezzo è residente in Italia!

    • Esperto
      Esperto

      Ti confermo che in Spagna, a mio giudizio, hai almeno i 6 mesi di tolleranza dalla data del NIE. Se il proprietario del mezzo non sei tu, si ricade nella casistica più complessa di auto alle quali viene contestata una importazione definitiva “di fatto”, che sono gestite soggettivamente dalle varie polizie, ma comunque almeno per i primi 6 mesi dovresti essere a posto.

  52. Paola

    Salve, sono residente in Italia ma vivrò in Portogallo per un anno e sto pensando di comprare uno scooter usato. Come funziona per assicurarlo qui? Ha un sito Internet cui rimandarmi?
    Molte grazie

    • Esperto
      Esperto

      Ritengo che tu non abbia titolo di possedere un mezzo a targa Portoghese.

  53. Gepi

    Salve,
    Sono un italiano che da poco più di un mese si è trasferito in Svizzera per lavoro con tutta la famigla e in attesa del permesso B.
    Dall’Italia sono arrivato con auto con noleggio a lungo termine fatto nel 2015. Il problema è cosa devo fare adesso, nn ho avuto risposte ben chiare fin d’ora.
    Grazie

    • Esperto
      Esperto

      Suppongo che sul libretto non ci sia il tuo nome, giusto?

  54. Hugo Santos

    Salve, sono Portoghese abito e lavoro in svizzera ho un permesso B vorrei trasferirmi in Italia a abitare ma a fare il Frontaliere, ho una machina targata swiss che ho portato di Portogallo e una macchina che ho comprato qua ma è proveniente della Germania. Cosa devo fare per targala Italia? quali i costi? a chi mi devo rivolgere? Mi conviene?

    • Esperto
      Esperto

      Se in Italia non hai almeno la residenza, non puoi avere la targa Italiana.

  55. maria carla romanelli

    salve, mio figlio italiano di 25 anni, classe di rischio 14, vuole comprare un’auto usata Euro 3 e partire per il Portogallo per 7-8 mesi. L’assicurazione Genertel ha fatto un preventivo di € 2.080,00 (e non è stato detto che l’auto deve andare all’estero, ignorando che i costi potevano essere differenti). Vorremmo sapere se, senza cambiare la residenza né fare una nuova immatricolazione, si può fare l’assicurazione in Italia solo per 15-20 giorni ed invece fare poi l’assicurazione a Lisbona nel caso che lì i costi siano più bassi. Grazie.

    • Esperto
      Esperto

      Le polizze fatte in UE coprono senza costi aggiuntivi in tutti i paesi comunitari, da quel punto di vista non ci sono supplementi. Fare come hai chiesto è impossibile per due motivi, il primo è che in pratica non esistono in Italia polizze temporanee, il secondo è che non puoi assicurare in Portogallo un’auto a targa Italiana.

  56. Enrico

    Buonasera,vivo in Germania da tre anni ed ho comprato una macchina,siccome ho effettuato un finanziamento con la banca non mi hanno lasciato il libretto di proprietà e me lo rilasciano alla fine del pagamento della macchina..A breve dovrò ritornare definitivamente in italia posso cambiare lo stesso le targhe senza il libretto?

    • Esperto
      Esperto

      Più che altro, ritengo che sia vietato dalla banca!

  57. kate

    Noi NON siamo residenti in italia. Noi non viviamo nassun posto perche siamo sempre in giro. Sono British con patente Swizzera E mio marito Italiano con patente Swizzera. Oggi abbiamo comprata un auto in italia nella nome di padre di mio marito. La Padre E residenti in Italia con un altro macchina. Mettiamo la assicurazione per auto nella nome di padre.

    1. Quando siamo in Italia possiamo guidare la auto senza problemi legale?

    2. Metiamo la assicurazione RC nella nome di padre. E melgio a mettere noi come altri quidatore or melgio a mettere solo la padre? Conviene a metere BERSANi o altre cose per coprire noi? (Noi non siamo residente in Italia neanche patente italiani)

    3. Possiamo fa viaggio con questa auto in EU per breve peridi?

    scusi mia italiano terribile
    grazie

    • Esperto
      Esperto

      1- si, ma meglio se avete un documento di comodato che attesti perché state guidando quell’auto
      2- la classe dipende solo dal proprietario, il contraente dovrebbe poi essere chi pagherà effettivamente la polizza
      3- nessun problema

  58. Manuel

    Buonasera,
    Sono un ragazzo italiano (studente di dottorato) trasferitomi in Inghliterra a Settembre 2015 ma con RESIDENZA ITALIANA (non iscritto all’AIRE). Ho importato una moto a me intestata lo scorso luglio 2016 senza aver aggiornato nessun documento. Starò qua per altri 2, max 3 anni e vorrei sapere cosa consiglia ai fini di minimizzare il rischio di contravvenzioni in termini di
    1) assicurazione (se necessito di una locale oppure no)
    2) bollo
    3) targa

    La ringrazio anticipatamente per la disponibilità.

    Distinti saluti,
    Manuel

    • Esperto
      Esperto

      E’ un caso molto frequente: tu avresti tutta la convenienza a mantenere la targa e in effetti non essendo residente in Uk non saresti obbligato al cambio rispetto al tuo trasferimento, TUTTAVIA potrebbero esserci controlli mirati (e in UK ci sono) che porterebbero a contestarti comunque l’importazione definitiva. Cosa fare? Difficile da dire, intanto prova a “resistere” e vedi se ti pizzicano una prima volta.
      Questo, per quanto riguarda la targa. Assicurazione e bollo vanno di conseguenza.

  59. Giovanni

    Buon giorno, sono residente in Romania con auto targata Italia.
    Sono obbligato a cambiare targa? E se è affermativo, in quanto tempo.
    Grazie

    • Esperto
      Esperto

      Se la usi in Romania, si. Non ho trovato il periodo di tolleranza in Romania, ma certamente non sarà superiore a 12 mesi rispetto alla data in cui hai stabilito la residenza.

  60. Leonardo

    Salve,

    risiedo in Germania da 2 mesi circa. Per lavoro, sto guidando un’auto italiana intestata a mio padre che risiede in Italia. L’auto è vecchia e l’idea è quella di guidare fintanto che non potrò permettermi una nuova, che ovviamente comprerei in Germania. Purtroppo sono stato fermato dalla polizia doganale, la quale mi ha detto che devi registrare l’auto in Germania e mi ha obbligato a pagare sul posto circa 600 euro di “importazione” dell’auto.
    Onestamente mi sembra strano, visto che l’auto è di mio padre ed egli risiede in Italia.
    Cosa ne pensa?

    • Esperto
      Esperto

      In questi casi devi dichiarare che l’uso è occasionale, ma bisogna fare attenzione perché in alcuni Paesi fanno controlli mirati per verificare se l’auto è poi effettivamente usata in maniera costante dal residente. E in tal caso scatterebbe l’obbligo di reimmatricolazione. Prova a “resistere” ancora!

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