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Scritto il 17 aprile 2014 da Esperto in Fine contratto di assicurazione
 
 

Assicurazione Auto: cosa fare in caso di decesso del proprietario



Decesso del proprietario dell'auto: ecco le procedure da fare

Decesso del proprietario dell’auto: ecco le cosa da fare per la successione e l’assicurazione

Siete in molti a chiederci come comportarsi in caso di decesso del proprietario dell’auto e/o dell’intestatario della polizza di assicurazione. Diciamo subito che la normativa non è per niente chiara e che c’è molta burocrazia di mezzo… questo è disdicevole, perché vengono penalizzate persone che hanno avuto un lutto e che hanno, tra l’altro, molte altre pratiche da sbrigare.

La legge dice che in caso di morte del proprietario di un’auto (o di altro veicolo), gli eredi hanno 6 (sei) mesi di tempo per effettuare la variazione sul libretto di circolazione: è obbligatorio fare un passaggio di proprietà a favore di tutti gli eredi, quindi è probabile che il mezzo risulterà cointestato. Come abbiamo detto più volte, avere un mezzo cointestato comporta solo problemi, a maggior ragione se lo è “per forza” come nel caso della successione. E’ quindi consigliabile effettuare un successivo passaggio verso la persona che secondo gli accordi degli eredi  utilizzerà la vettura, anche se questo comporta un costo aggiuntivo per niente basso (un passaggio costa in media 500 euro, quindi sono 1.000 euro ed oltre per il doppio passaggio). La legge prevede la possibilità di presentare in un’unica domanda il doppio passaggio verso tutti gli eredi e da questi verso colui che si vorrà intestare il veicolo: questo comporta comunque il pagamento di due volte della IPT, che è la tassa che più grava sul costo del passaggio. Alcune provincie agevolano questo doppio passaggio facendo pagare una sola volta la IPT, ma sono poche e tra queste non ci sono le grandi provincie (Roma, Milano, Napoli, ecc.). Altra soluzione possibile… a volte alcune agenzie di pratiche automobilistiche acconsentono, forzando la procedura, a fare il tutto con un unico passaggio: il modus operandi non è però del tutto corretto e chi si intesta la vettura sarà soggetto al rischio di contestazioni da parte degli eredi esclusi.

Adesso parliamo dell’assicurazione: in caso di morte dell’intestatario, bisogna assolutamente informare la compagnia, pena la non copertura in caso di sinistro. Il contratto potrà essere estinto (con restituzione del premio non goduto), oppure volturato al nuovo proprietario, ma qui sorge un problema. E’ infatti frequente che la persona deceduta avesse (per l’anzianità conseguita) una classe di merito bassa ed un premio conveniente, classe che quasi mai è possibile passare agli eredi.

Si può ereditare una classe di merito dopo un decesso? La risposta è generalmente negativa, è soltanto possibile trasferire questa classe al congiunto in comunione di beni (marito o moglie). Questa è una possibilità che è peraltro fattibile anche in vita. La situazione si complica quando gli eredi sono più di uno e/o se c’è separazione di beni.

E’ probabile che gli eredi siano parenti tra loro conviventi: in questo caso si ricadrebbe nel caso previsto dalla legge Bersani. Purtroppo, a nostro avviso la Legge Bersani non consente di trasferire la classe di un congiunto defunto agli eredi, questo è il punto chiave che limita di molto la trasferibilità. Se l’auto è cointestata tra tutti gli eredi, la polizza partirà dunque dalla PEGGIORE delle classi possedute da essi, con in più l’aggravio per età nel caso in cui ci siano giovani o neopatentati.
Esistono tuttavia molte eccezioni e scappatoie, ad esempio nel caso in cui gli eredi sino tutti parenti conviventi, è possibile applicare la Legge Bersani tra di loro, attribuendo alla nuova polizza la MIGLIORE classe tra quelle già possedute dai nuovi intestatari. A volte invece è la stessa compagnia che acconsente a trasferire la classe del defunto a tutti gli eredi, ma, è bene precisarlo, si tratta di un favore che può fare l’agenzia che riguarda la sola Classe Interna e non la Classe Universale.

Per tutti i suddetti motivi, è bene valutare caso per caso come conviene agire, facciamo un esempio:
Auto intestata ad una persona anziana, in classe 1, la persona che viene a mancare. Gli eredi sono la moglie in separazione di beni (con nessuna auto assicurata a suo nome) e la figlia non più convivente (possiede già una vettura in classe 3). La vettura viene ereditata da madre e figlia, quindi cointestata, e l’assicurazione partirà dalla classe 14. Se invece la vettura viene nuovamente volturata alla sola figlia, è possibile assicurarla in classe 3. E’ possibile fare la doppia voltura in contemporanea, risparmiando qualcosa sulle spese della pratica e sulla doppia IPT, se lo prevede la provincia interessata.

Se avete domande e casi particolari sul tema dell’assicurazione in caso di decesso, sottoponeteli pure qui sotto, avrete una risposta in tempi brevi (nota: le risposte sono pareri personali senza alcun valore legale!).